S1383

Ferla

Prov. Siracusa; Alt. 556 m; Sup. 24,77 km2; Ab. 2.751
Municipio
: Via A. Gramsci n. 13, tel. +39 0931 870136
Sito internet del Comune

 Notizie generali.
Il nome "Ferla" deriva da Ferula, una pianta erbacea che abbonda nelle campagne circostanti. Ferla affonda le sue origini nella misteriosa civiltà di Pantalica, i numerosi ritrovamenti archeologici e le notizie sulla comunità di Castel di Lega, insediata a Sud dell’attuale centro abitato, testimonierebbero che Ferla era già abitato prima della colonizzazione greca. Molto probabilmente l’arrivo dei Greci spinse la popolazione a cercare un posto più riparato a sud dell’attuale centro abitato ed i ritrovamenti relativi ad una necropoli ellenistica sotto la chiesa Madre e la chiesa di S. Sebastiano confermerebbero questa ipotesi. Il terremoto del 1693 distrusse del tutto la cittadina medievale. Il nuovo centro abitato fu edificato più a Nord e in un territorio più pianeggiante proprio ai piedi del monte Rigoria. La nuova Ferla sorse secondo un impianto cruciforme; lungo questi assi si sviluppò l’architettura urbana più importante. In tale percorso le confraternite più rappresentative del paese, quella di S. Antonio e quella di S. Sebastiano fecero a gara per innalzare due chiese che rappresentano gli esempi più significativi dell’architettura barocca dei comuni dell’altopiano ibleo. Ferla è, inoltre, la tappa obbligatoria per chiunque voglia visitare un’area archeologica fra le più importanti d’Europa: Pantalica. La necropoli, isolata dalle vicine alture per mezzo di profonde vallate, conserva intatte straordinarie testimonianze del passato. L’insediamento umano si ebbe intorno al sec. XIII a.C. epoca in cui le popolazioni autoctone della Sicilia abbandonarono le località costiere, sotto la pressione delle popolazioni provenienti dall’Italia, per insediarsi su alture accidentate e inaccessibili. La cultura di Pantalica segnò 5 secoli della preistoria. Il suo declino fu segnato dalla nascita di Siracusa, per tornare ad essere abitato nel periodo bizantino. A questo periodo risalgono i resti di 4 villaggi rupestri e 3 chiesette. Visitare Ferla equivale ad immergersi in un’atmosfera particolare, nella quale gli stessi suoni che rompono il silenzio del piccolo centro abitato, sembrano provenire da regioni lontane sia del mondo che dell’anima. La stessa architettura, a differenza di quanto si può constatare nel resto della provincia, sembra appartenere non tanto agli uomini quanto a qualcosa di più profondo e di più intimo. (Giuseppe Veneziano)

Alcune notizie citate nella Guida alla Sicilia jacopea.
La chiesa di S. Giacomo sorge lungo la via Vittorio Emanuele che è l’asse viario principale di Ferla. La struttura attuale fu edificata dopo il terremoto del 1693 sulla stessa area della precedente chiesa … . In un elenco del 1308, relativo alle decime versate alla Chiesa di Roma, sono annotate alcune chiese di S. Giacomo tra cui quelle di Siracusa, Ferla, Vizzini, Caltagirone, Piazza, Enna e Nicosia che sorgevano lungo un asse viario che ancora oggi, attraverso le S.S. 124 e 117 bis, collega Siracusa con l’interno dell’isola. Queste chiese sorgevano prevalentemente fuori dal perimetro urbano e alcune di esse erano annesse ad hospitalia per l’accoglienza dei pellegrini di cui il Santo è stato da sempre il protettore.