S1354

Piazza Armerina

Prov. Enna; Alt. 721 m; Sup. 303,04 km2; Ab. 20.923
Municipio
: Piazza Garibaldi n. 1, tel. +39 0935 982111

Notizie generali.
Il nome "Piazza" deriva dal latino Platea (o Platia) che significa "Piazza, mercato". L’appositivo Armerina fu aggiunto nel 1862 per la vicinanza con l’omonimo monte. Passata con alterne vicende attraverso tutti gli avvenimenti della Sicilia greca, la città sopravvisse in epoca romana e la Villa Imperiale Romana del Casale, che è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, rappresenta forse il più grande testamento della romanità che sia giunto ai nostri giorni con tanta ricchezza e bellezza di dettagli. Una storia non scritta sui libri, ma disegnata sui 3.500 mq. di splendidi mosaici che decorano gli ambienti di questa straordinaria dimora in cui arte, storia e natura si fondono in maniera spontanea, suscitando meraviglia e stupore. Piazza Armerina ebbe il suo massimo splendore in epoca medievale, al tempo del conte Ruggero d’Altavilla che la conquistò nel 1061. Nel 1160 re Guglielmo detto "il Malo" fece radere al suolo la città per avere partecipato alla rivolta dei baroni lombardi contro la sua politica filosaracena. Lo stesso re la fece riedificare nel 1163. Nel corso del ‘500 Piazza continuò ad arricchirsi di edifici pubblici e privati, tra il ‘600 e il ‘700 raggiunse il suo massimo fulgore. La città nella parte antica è caratterizzata dal colore grigio rosato della pietra arenaria locale, da un impianto urbanistico tardo medievale e da un impianto edilizio secentesco, con le sue strade strette e talvolta scoscese e tortuose, con l’imponente mole del Duomo. Esso fu edificato agli inizi del 1600, ma ci vollero quasi tre secoli per completare l’opera in tutto il suo attuale splendore. Da visitare: il Castello Aragonese, il Palazzo di Città, il Collegio dei Gesuiti, il Gran Priorato di S. Andrea, la Chiesa di S. Giovanni interamente affrescata nel XVIII sec. dal pittore fiammingo G. Borremans, e inoltre le chiese di S. Anna, di S. Stefano, di S. Rocco (Fundrò), di S. Martino di Tours, di S. Pietro. Ogni anno il magnifico centro storico di Piazza Armerina diventa lo scenario ideale per il "Palio dei Normanni", rievocazione storica unica in tutta l’Italia Meridionale, che simboleggia la liberazione di Piazza dai Saraceni, da parte del Conte Ruggero d’Altavilla. A cavallo tra storia e leggenda, esso si inserisce nell’ambito dei festeggiamenti in onore della Patrona, Maria SS. delle Vittorie, che si svolgono durante tutto il mese di agosto con una serie di rilevanti iniziative a carattere religioso, culturale, artistico e folcloristico. La festa campestre del "Tre Maggio" e la manifestazione "Cortili e balconi fioriti" (maggio) sono eventi ricchi di attrattive legate alla cultura ed alla tradizione della città. (Luana Scordi)

Alcune notizie citate nella Guida alla Sicilia jacopea.
La chiesa di S. Giacomo sorge di fronte al cimitero Bellìa in prossimità della S.S. 117 bis ed è documentata nel 1308. … Da questa chiesa, fino a poco più di trent'anni fa, nella notte del 25 Luglio si snodava una processione penitenziale fino alla contrada Santa Croce e da qui ritornava al punto di partenza. Ogni partecipante portava un cero acceso e doveva pregare in silenzio fino a quando il capo processione non autorizzava a gridare: "Sto facendo il viaggio a S. Giacomo". La finalità di coloro che partecipavano a questa processione era quella di espiare i peccati da vivi per alleviare le sofferenze nel trapasso nell’aldilà. Le autorità ecclesiastiche, però, erano contrarie a questa cerimonia, perché nella processione si inserivano gli adepti di una setta stregonica chiamata la Settima, i quali praticavano riti esoterici con la pretesa di conoscere in anticipo il giorno della morte.