S1379

Ragusa

Prov. Ragusa; Alt. 502 m; Sup. 442,46 km2; Ab. 69.686
Municipio
: Corso Italia n. 72, tel. +39 0932 676111
Sito internet del Comune

Notizie generali.
La città sorge in una zona collinare, ricca di antiche e floride masserie rurali e di suggestivi paesaggi color pastello, a meno di 20 Km da una delle più belle coste sabbiose e del più vivace ed elegante centro turistico balneare della Sicilia Meridionale. La sua cultura imprenditoriale diffusa, il basso tasso di disoccupazione, l’elevata coesione sociale, l’assenza di criminalità organizzata e un diffuso associazionismo no profit, ne fanno una delle città siciliane con il più alto indice di qualità della vita. Vanta un’attività agricola (ortaggi, fiori, cereali, mandorle, uva, olive, carrubbe), zootecnica (bovini, suini, ovini ed equini) e casearia (Ragusano D.O.C.) fra le più avanzate dell’Italia meridionale, un sistema diffuso e plurisettoriale di piccole e medie imprese manifatturiere, industrie chimico-plastiche, metalmeccaniche ed edili (prima città italiana per superficie immobiliare pro-capite). Secondo alcune fonti, il nome di Ragusa deriva dal greco-bizantino Rogos, che significa granaio, e fa riferimento alla produzione tipica nella città. È costituita da due parti: Ragusa Inferiore, detta anche Ibla, e Ragusa Superiore. Il nome originario era Hibla Heraia, città fondata dai Siculi nelle zone interne dell'altopiano. In seguito, fu conquistata dai Cartaginesi e dai Romani, nel secolo IV dai Bizantini, nell’848 dagli Arabi. Nel 1091 fu costituita sede di contea e nel 1282 fu unita alla contea di Modica, sede dei Viceré di Spagna che, introducendo con l’enfiteusi la distribuzione delle terre ai contadini con cinque secoli di anticipo rispetto al resto della Sicilia, crearono le condizioni della sua positiva "diversità". Semidistrutta dai terremoti del 1542 e del 1693, fu ricostruita dando vita a due realtà urbane che, solo nel 1926, si unificarono per diventare, un anno dopo, capoluogo di provincia. Fra i 18 monumenti tutelati dall’UNESCO spiccano la chiesa di Santa Maria delle Scale, la chiesa del Purgatorio del sec. XVIII, le due Cattedrali di S. Giovanni Battista e di S. Giorgio, il Palazzo Donnafugata, che conserva diverse tele del Ribera (1588-1652) e del Messina (sec. XVIII). Tra i personaggi illustri si ricordano suor Maria Schininà che fondò nel 1892 a Ragusa la "Congregazione Missionaria del Sacro Cuore", lo scienziato Giambattista Odierna e la poetessa Maria Occhipinti, che, durante la seconda guerra mondiale, si sdraiò sotto le ruote di un carro armato riuscendo così ad impedire la partenza delle reclute ragusane per il servizio militare. (Antonino Solarino)

Alcune notizie citate nella Guida alla Sicilia jacopea.
La chiesa di S. Giacomo, ubicata nella Villa comunale, fu costruita durante la dominazione dei Chiaromonte che giunsero a Ragusa nel 1283. Per ricordare le antiche origini della chiesa, sul paliotto dell’altare maggiore è ricamata l’aquila aragonese che porta sul petto la rossa spada jacopea. Nell’elenco delle chiese siciliane che nel 1308 pagavano le decime apostoliche alla Chiesa di Roma, figura anche quella di S. Giacomo di Ragusa. In essa ancora oggi ha la sua sede la confraternita di S. Giacomo di cui si ha una prima notizia nel 1563. … L'attuale facciata fu eseguita su progetto di Giuseppe Pinelli nel 1902. Nel terzo ordine, al centro, si erge la torre campanaria e, ai lati, le balaustre con due statue, di cui quella di sinistra raffigura S. Giacomo nelle vesti di pellegrino. Alla base della torre è collocato un altorilievo che dovrebbe rappresentare S. Giacomo, titolare della chiesa, nelle vesti di matamoros con la spada sguainata, mentre invece il Santo è raffigurato in una iconografia insolita, su un cavallo che calpesta un drago di georgiana memoria.